Il territorio di Poggio Graffetta occupa i basamenti calcarei che segnano la base dei primi Monti Iblei. Sono terreni rocciosi, degradati da matrici calcaree e costituiti dalla stratificazione di un’antica barriera corallina. Il clima è caldo, asciutto, ventilato e le temperature sono mitigate dalla vicinanza dal mare.
Le viti si esprimono con maturazioni lunghe e costanti. La vegetazione germoglia presto, spinta da una primavera soleggiata e da un’estate precoce, rallenta in estate e a settembre raggiunge la maturazione dei vitigni tardivi.
I vitigni piantati a Poggio Graffetta sono quattro. Ispica, come tutta la Val di Noto, è terra di nero d’Avola, vitigno coltivato con la forma di allevamento ad alberello classico delle zone costiere mediterranee. Definito anche “calabrese” è un vitigno tardivo che matura tra metà settembre e i primi di ottobre anche a queste latitudini.
E ancora syrah e petit verdot con le loro maturazioni complete per via della buona acidità genetica che li contraddistingue. Il cabernet, infine, sotto la luce della lunga estate, perde completamente il suo lato erbaceo e aggressivo per sfumare in dolcezza tropicale.
Ancora un prestigioso riconoscimento per i vini di Rocca di Castgnoli da parte della guida Vini d'Italia 2010 firmata Gambero Rosso. |
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